Podcast del Disinformatico del 2016/06/24
июня 24, 2016 9:09È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
Controlli parentali, seconda parte: Instagram
июня 24, 2016 6:39Instagram ha da poco superato il traguardo dei 500 milioni di utenti, per cui è il caso di ripassare le regole fondamentali di sana impostazione, consigliate da Sophos, magari per far bella figura con i figli e offrire loro delle opzioni che difendano la privacy senza essere troppo limitanti.
Non aggiungete il vostro numero di telefonino al profilo. Il numero è privato, ma viene usato da Instagram per consentire ad altri di trovarvi. Chi conosce il vostro numero, insomma, può approfittarne per trovarvi su Instagram anche se siete sotto pseudonimo.
Disattivate la localizzazione. Instagram vi invita a indicare in ogni foto il luogo nel quale vi trovate, ma questi dati possono essere visti anche dagli sconosciuti (se avete un account pubblico) per esempio tramite Picodash (ex Gramfeed). Meglio quindi spegnere la geolocalizzazione. Fra l’altro, Instagram ha un’opzione che consente di de-geolocalizzare tutte le foto in un sol colpo.
Occhio agli account linkati. Se avete collegato l’account Instagram a quello Facebook o Twitter, controllate che le impostazioni di privacy siano allineate: magari i post di Facebook sono riservati agli amici e non vi accorgete che invece le foto che postate sono pubbliche su Instagram.
Rendete privato il vostro account. Non condividete tutto con gli sconosciuti: prendete il controllo e scegliete con chi condividere le vostre foto. A differenza di Facebook, su Instagram non si possono impostare selettivamente i singoli post: o tutto o niente. Ricordate, comunque, che niente di quello che mettete in un social network è realmente privato.
Attenzione ai link. Come tutti i social network, anche su Instagram non mancano i ficcanaso, gli spammer e gli intrusi informatici che includono nei propri commenti dei link a siti che promettono qualcosa di allettante (per esempio tanti seguaci). Non fidatevi e non cliccateli.
Ora è ufficiale: Star Trek è morto. Ucciso da Paramount e CBS
июня 23, 2016 13:22Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).Avvertenza: state per leggere il grido rabbioso di un Trekker d’annata. Uno che è cresciuto a pane e Star Trek e che deve alle idee di Star Trek gran parte di quello che è diventato. Uno per il quale Star Trek non è un film/telefilm di gente che scorrazza con le astronavi e risolve i conflitti a cazzotti in tutine attillate, ma è una tela sulla quale sono stati rappresentati in modo accattivante ideali di uguaglianza, razionalità, speranza per il futuro. Ha creato personaggi dei quali mi sono innamorato. Mi ha fatto innamorare della scienza: mi ha fatto crescere e capire. Per me Star Trek è una filosofia di vita. Ridete pure: non pretendo che condividiate quello che sto per scrivere.
Oggi CBS e Paramount hanno pubblicato le loro linee guida per la produzione di fan film di Star Trek, accompagnate da una simpatica letterina. Non ho tempo di tradurle per intero, anche perché leggerle mi fa venire un travaso di bile. Ma segnalo giusto un paio di perle:
– Il fanfilm non può durare più di 15 minuti per ogni singola storia autoconclusiva o comunque non può essere composto da più di due parti o episodi, che non possono durare più di 30 minuti in tutto, senza aggiunte di puntate, stagioni, parti, sequel o remake.
– Il fanfilm non può essere distribuito in formato fisico, come per esempio su DVD o Blu-ray.
– Non sono ammessi attori che facciano parte, o abbiano fatto parte, delle produzioni ufficiali di Star Trek.
Queste condizioni capestro equivalgono a uccidere le produzioni dei fan, che ancora tenevano in vita, con risultati alterni, le idee e gli ideali che erano la vera base di Star Trek e lo distinguevano da tante altre serie svolazza-e-spara. Niente più Star Trek Renegades, The New Voyages/Phase II, niente più Star Trek Continues, niente di niente. E scordiamoci del tutto produzioni (semi)professionali come Axanar.
No, CBS e Paramount hanno deciso che Star Trek deve essere soltanto un branco di bellocci che fanno salti in motocicletta e si menano in continuazione. A sostegno di quello che dico vi infliggo il trailer del prossimo film, Star Trek Beyond.
In altre parole, Star Trek è morto. Riposi in pace. E possano i dirigenti ottusi di CBS e Paramount ritrovarsi tutti a Gre'thor.
Se usate l’inglese, aggiornatevi: prende piede “They” al posto di “he” o “she”. Strano ma antico
июня 23, 2016 11:25Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).
La American Dialect Society ha scelto they come parola dell’anno, segnala la BBC. La scelta si riferisce al suo crescente uso come termine neutro per indicare una persona di cui non si sa o non si vuole specificare il genere, al posto del pedante e pesante he or she oppure he/she.
Per esempio, invece di dire o scrivere “A scientist must always check his or her data carefully”, si scriverebbe “A scientist must always check their data carefully”.
Anche se molti s’infiammeranno pensando al sabotaggio delle sacre e inviolabili regole della lingua perpetrato dalle lotte sociali attuali per la parità o neutralità di genere (che pure stanno contribuendo a quest’evoluzione grammaticale), in realtà in inglese la questione è dibattuta almeno dalla fine del Settecento; nell’Ottocento Samuel Taylor Coleridge già si chiedeva se non fosse il caso di usare un pronome neutro per non dover specificare se si sta parlando di un uomo o di una donna, nota sempre la BBC, citando anche altri linguisti favorevoli a quest’uso di they.
Cito da Pemberley: “Already in 1894, the famed grammarian and linguist Otto Jespersen (who was decidedly not a feminist himself) wrote in his book Progress in Language: With Special Reference to English that "it is at times a great inconvenience to be obliged to specify the sex of the person spoken about. [...] if a personal pronoun of common gender was substituted for he in such a proposition as this: `It would be interesting if each of the leading poets would tell us what he considers his best work', ladies would be spared the disparaging implication that the leading poets were all men." (so that it can hardly be claimed that a concern about such matters is only a recent outgrowth of 1970's feminism or so-called "PC" ideology).
Si tratta, fra l’altro, di un uso già adottato dalla guida di stile del Washington Post, che consiglia di riformulare la frase se possibile ma di ricorrere al they come estremo rimedio. Non solo: è un uso non nuovo, documentato, secondo Mental Floss, nella Bibbia e in autori come Chaucer, Shakespeare, Swift, Austen, Thackeray e Shaw, che è piuttosto difficile definire analfabeti o sgrammaticati o ispirati dalla rivoluzione gender.
“And whoso fyndeth hym out of switch blame, they wol come up…” (Chaucer, "The Pardoner’s Prologue")
“And everyone to rest themselves betake” (Shakespeare, "The Rape of Lucrece")
“If ye from your hearts forgive not every one their trespasses” (King James Bible, Matthew 18:35)
“I would have everybody marry if they can do it properly” (Jane Austen, "Mansfield Park").
(fonte; altri esempi biblici).
Del resto, anche you ha cambiato significato: il “tu” di oggi era un tempo il “voi” formale, e le lingue vive si evolvono. Quanti usano correttamente who e whom?
Se l’uso del they vi sembra profondamente sbagliato (fa storcere il naso anche a me, madrelingua dello Yorkshire), considerate questo caso: se voleste esprimere in inglese la frase “Ognuno ha la propria opinione su questa cosa”, come fareste? In altre parole, cosa mettereste al posto dei puntini?
Provate a chiedervi cosa vi suona meglio (o meno peggio): Everybody has his or her own opinion about this oppure Everybody has their own opinion about this?
Oppure:
Se volete ancora un esempio, preso dalla musica recente, correggereste Sting e il suo If you love somebody, set them free? Appunto. Grazie a @CanonF1 per il suggerimento.
Per approfondire l’argomento consiglio queste fonti: Poynter.org; Grammarist; Oxford Dictionaries; The Economist; Pemberley.com.
Podcast del Disinformatico del 2016/06/17
июня 21, 2016 11:14È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di venerdì del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!






